Roma, (askanews) - I figli divorano i padri. E' lo psicodramma del Fronte Nazionale in Francia, dove la leader Marine le Pen ha messo sotto accusa il padre e fondatore Jean Marie, con tanto di convocazione disciplinare alla sede del partito a Nanterre, vicino Parigi: il vecchio leone da parte sua ribadisce che continuerà a parlare come vuole.Questione di caratteri spiega Gilbert Collard, uno dei dirigenti del partito: "E' un uomo che non cede, Marine ha preso da lui. Fra un uomo che non cede e una donna che non cede il compromesso è difficile".L'estrema destra francese cancella suo padre perché le sue parole compromettono la strategia normalizzatrice della bionda Marine. Il vecchio leone ha lanciato parole provocatorie in aprile, tornando a parlare delle camere a gas dettaglio della storia, e insistendo sulla necessità di salvare l'Europa e il mondo dei bianchi.Ultima goccia, al corteo del primo maggio Jean Marie le Pen è salito, non invitato, sul palco della figlia, levando le braccia al cielo per farsi acclamare, prima di essere scortato all'uscita. La sua figura è troppo scomoda, mentre il Fronte nazionale si dichiara ormai lontano dai movimento neonazisti, pur rimanendo nazionalista e anti immigrazione.La sostanza magari è la stessa ma i toni no. E alle ultime amministrative, anche grazie all'astensione in crescita, il Fronte ha ottenuto 62 eletti. Un successo che i seguaci del partito non intendono mollare. Sono tutti per Marine. E così Daniel: "Il Fronte ha cominciato con Jean Marie che ha fondato il partito, è stato il trampolino, ma nella vita tutto evolve". Mentre Béatrice spiega: "Quando il signor Le Pen parla lo fa solo a titolo personale. E' per questo che sua figlia ha dovuto reagire".