Parigi (askanews) - Se Atene piange, Sparta non ride. La vita politica francese è sempre più complicata, da un capo all'altro dello spettro parlamentare. Da presidenti in caduta libera nel gradimento a sfidanti dilaniati da faide familiari degne di una tragedia greca a ex presidenti indagati, il panorama non appare confortante.La Corte d'appello di Parigi ha convalidato le intercettazioni telefoniche che hanno fatto guadagnare a Nicolas Sarkozy uno stato d'accusa per corruzione, traffico d'influenza e ricettazione di violazione del segreto istruttorio. In altre parole, contro l'ex presidente esistono gravi e concordanti indizi che rendono probabile la sua partecipazione a un reato. Si tratta, nella procedura italiana, di qualcosa molto simile a un avviso di garanzia.Nello specifico, la Corte ha ritenuto che le intercettazioni delle conversazioni tra Sarkozy e il suo legale Thierry Herzog, che rivelano il tentativo di corrompere un alto magistrato, non sono state ottenute illegalmente."Contrariamente a quello che potevamo legittimamente attendere, ha dichiarato Paul-Albert Iweins, l'avvocato di Herzog, la Corte non ha considerato valide le motivazioni della nostra richiesta di nullità, con una sola eccezione. Presenteremo subito un appello in Cassazione contro la sentenza che non è solo discutibile in punto di diritto ma anche alla luce dei principi espressi dalla Corte europea dei diritti dell'uomo".Purtroppo per Sarkozy e i suoi legali, dalle intercettazioni risulta che l'ex presidente e il suo avvocato avevano cercato di ottenere informazioni riservate da un magistrato promettendogli in cambio un prestigioso incarico. Se il ricorso in Cassazione verrà respinto, l'inchiesta ferma da mesi potrà riprendere con il rischio sempre più concreto di un rinvio a giudizio in cui le intercettazioni verranno usate come prove d'accusa.(Immagini Afp)