Roma, (askanews) - L'industria del futuro è quella del compostaggio ed è urgente che il prossimo sindaco di Roma sblocchi la situazione affinché Roma non debba più mandare i rifiuti organici e differenziati, il legno, la carta in altre regioni d'Italia, pagando per disfarsi di una risorsa

"Noi abbiamo presentato il progetto del primo ecodistretto a Rocca Cencia per realizzare un impianto di compostaggio dai rigfiuti organici. Noi produciamo ogni anno, e li raccogliamo in modo differenziato, 260mila tonnellate di rifiuti organici che possono diventare compost, cioè che possono essere utilizzati per l'agricoltura. Di questi 260mila tonnellate, riusciamo a trattarle a Roma soltanto 20mila tonnellate. Tutte le altre le inviamo in Veneto, in Friuli Venezia Giulia, in Lombardia e in Emilia Romagna, con centinaia di camion che ogni giorno lasciamo la capitale per portare una risorsa a disposizione di altri e paghiamo pure. Se avessimo l'impianto di compostaggio in casa, ovviamente questi rifiuti ce li tratterremmo, avremmo possibilità di fare industria, di occupazione, e nello stesso tempo ci terremmo la risorsa. Noi abbiamo presentato il progetto ad aprile del 2015 alla Regione Lazio. Siamo a giugno 2016 stiamo ancora aspettando le autorizzazioni.

La priorità che indicherei al nuovo sindaco è sblocchiamo questa partita perchè questo significa poter avere a Rocca Cencia degli stabilimenti ai quali consegnare la plastica, la carta, il vetro, il legno, i tessuti, i rifiuti differenziati, per valorizzare e generare ricavi da poi riversare come diminuzione della tassa sui rifiuti.

14:46-14:51

Questa è l'industria del futuro, senza inceneritori e senza discariche".