Roma, (askanews) - Per la maggior parte degli abitanti di Hong Kong, l'idea stessa di separarsi dalla Cina è un'eresia. Ma secondo Andy Chan, fondatore del Partito nazionale di Hong Kong (PNHK), il suo sogno può diventare realtà, mentre cresce la paura che Pechino rafforzi maggiormente il suo dominio nell'ex colonia britannica. "Mi sono unito alla Rivoluzione degli ombrelli per chiedere democrazia e un referendum sull'elezione del capo del governo di Hong Kong. Ma mi sono reso conto che ho chiesto più democrazia al Partito comunista cinese, ma il partito comunista cinese non ci concederà mai la democrazia, così ho deciso di allontanarmi dal Partito comunista cinese e voglio l'indipendenza di Hong Kong. E' per questo motivo che cerco l'indipendenza", spiega l'attivista. "Parliamo il cantonese, loro parlano il mandarino, noi utilizziamo l'ordinamento giuridico britannico, loro no. Noi abbiamo la nostra cultura, le nostre religioni e i nostri stili di vita, che sono completamente diversi dalla Cina continentale", sottolinea il 25enne, che ha lasciato il lavoro di ingegnere commerciale per fondare il partito. "Abbiamo le nostre frontiere con la Cina, abbiamo la nostra valuta, la nostra lingua, la nostra costituzione. E abbiamo il common law. Siamo pronti a diventare un paese. Credo che sia possibile per Hong Kong essere un paese, la cosa più importante è che gli abitanti di Hong Kong rinneghino la nazionalità cinese".Andy Chan dice di essere consapevole dei rischi che corre assieme agli altri militanti: "Per esempio andare in prigione. Siamo pronti anche a questo, perché stiamo lottando per la nostra libertà, il nostro futuro. Credo sia giusto sacrificarsi".(immagini Afp)