Ribaltare il rapporto fisco-contribuente, passando dall'approccio punitivo a quello premiale. Questo l'obiettivo della proposta di legge per la disciplina degli indici sintetici di affidabilità fiscale, i cosiddetti Isa, che dal 2018 andranno gradualmente a sostituire i contestatissimi studi di settore, presenta oggi alla Camera dai due primi firmatari, Maurizio Bernardo (presidente della commissione Finanze) e Michele Pelillo (capogruppo dem nella stessa commissione) e dal vicemnistro all'Economia Luigi Casero. Una presenza significativa, quella di Casero, che ha sottolineato la validità del ddl, che potrebbe anche essere “adottato” dal Governo una volta terminato il confronto con le parti sociali nel corso di una serie di audizioni che la commissione potrebbe mettere presto in calendario. Attraverso l'analisi degli Isa, declinati in dieci livelli di affidabilità fiscale, l'Agenzia delle entrate e Gdf si legge nell'articolato, definiranno «specifiche strategie di controllo». Dati che verranno associati alle «informazioni presenti nell'apposita sezione dell'Anagrafe tributaria». Resta quindi immutata, assicurano i presentatori della proposta, «la determinazione contro gli evasori, mentre verranno incentivati i comportamenti virtuosi».