Genova (askanews) - Continuano le proteste negli stabilimenti Fincantieri della Liguria contro le linee guida del nuovo contratto integrativo presentate dall'azienda. Dopo gli scioperi e la mobilitazione dei giorni scorsi nei cantieri di Riva Trigoso e del Muggiano a La Spezia, è il turno di Genova. Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom Cgil di Genova spiega il perché della protesta. "Perché l'azienda ha fatto una proposta di contratto integrativo che aumenta gli appalti, esternalizza le attività svolte oggi dai dipendenti di Fincantieri, taglia quote di salario, cancella i permessi e chiede di lavorare ore gratis in più", ha spiegatoTra le proposte anche quella di introdurre microchip nei caschi e negli scarponi degli operai nei cantieri, che nelle intenzioni dell'azienda servirebbero a "migliorare la sicurezza". "Sappiamo che non è vero, è una presa in giro, è solo il tentativo di applicare il jobs act: controllare i lavoratori a distanza e cercare di avere flessibilità", ha aggiunto Manganaro.I lavoratori dello stabilimento di Sestri Ponente hanno scioperato per due ore. Martedì 31 marzo è già stato proclamato un nuovo sciopero nello stabilimento con un corteo che partirà verso la Prefettura. "Se l'azienda intende rispondere agli scioperi con iniziative giudiziarie sappia che la risposta sarà ancora più dura: non è accettabile che anche il diritto di sciopero sia messo in discussione", ha concluso Manganaro.