Roma, (askanews) - Fino a cinque anni fa era impossibile pensare di girare per le strade della Birmania con una telecamera in mano. Il regime lo impediva. Ma con la fine della censura, nel 2012, è nata una nuova generazione di registi.Questo cortometraggio, ad esempio, non avrebbe mai potuto vedere la luce fino a qualche anno fa. Mostra la vita di alcuni pescatori, con pesci freschi in vendita al mercato di Rangoun. Il documentario è stato premiato al primo festival di film del paese, è opera di Lamin Oo, simbolo di quella che viene considerata la nuova generazione di documentaristi birmani."Fino a 4-5 anni fa non potevamo fare quello che facciamo oggi. Riprendere con una telecamera la vita di ogni giorno, è una cosa nuova e nel nostro Paese ci sono molte storie che non potevamo raccontare perchè era proibito", dice Lamin Oo.Decenni di dittatura militare hanno imposto una censura rigidissima sui mezzi di comunicazione e sul cinema. Ma dal 2012 qualcosa è cambiato e gli artisti si formano in questa scuola di Rangoun."Oggi ci sono nuovi canali di televisione, nuovi mezzi di comunicazione in Birmania. Molte persone si stanno formando in questo settore e abbiamo sempre più studenti", spiega Win Naing, uno dei responsabili della scuola di cinema di Rangoun.La nuova generazione di registi è assetata di storie di un Paese che vuole lasciarsi alle spalle oltre 25 anni di regime.