Manila (askanews) - Rodrigo Duterte, soprannominato con qualche audace iperbole il "Trump dell'Asia" per le sue posizioni populiste, ha vinto le elezioni presidenziali filippine. A lungo sindaco della città meridionale di Davao, Duterte ha dichiarato di accettare il verdetto popolare."È con estrema umiltà che accetto il mandato del popolo", ha dichiarato il presidente eletto.Duterte, tribuno anti-establishment, ha conquistato gli elettori con una campagna dai toni forti in cui ha promesso di ricorrere a soluzioni brutali, ma veloci ed efficaci, per risolvere i principali problemi del paese: criminalità e povertà. Come la liquidazione di migliaia di delinquenti, la minaccia di una dittatura se il Parlamento non gli obbedirà e le offerte di pace alla guerriglia comunista. Per i suoi oppositori la democrazia sarebbe a rischio con il pericolo di ripetere, trent'anni dopo, l'esperienza del regime autoritario di Ferdinando Marcos.La campagna elettorale ha fatto scoppiare violenze e tensioni in tutto il paese. Quest'anno si sono registrati almeno 15 morti in scontri legati al voto, ma si ritiene che altre persone siano morte per violenze direttamente collegate all'infuocato clima elettorale.L'elezione di Duterte non sembra, per il momento, avere spaventato i mercati finanziari. Sia il peso filippino sia la Borsa di Manila, reduci da settimane di ribassi, hanno registrato un rialzo. Gli investitori sembrano avere così offerto un'apertura di credito al suo stile decisionista e populista.(Immagini Afp)