St. Louis (TMNews) - Il coprifuoco non ha smorzato le tensioni a Ferguson, il quartiere di St. Louis dove da giorni la comunità afroamericana protesta dopo l'uccisione di un giovane nero da parte della polizia. Oltre 200 manifestanti hanno violato il divieto di scendere per le strade dopo mezzanotte e la protesta ha preso una piega violenta quando è stata attaccata un'auto della polizia e una persona è rimasta ferita. Le forze dell'ordine hanno reagito con il lancio di gas lacrimogeni per disperdere la folla e negli occhi di molti americani sono tornate le immagini, drammatiche, delle tensioni e delle lotte razziali degli anni Cinquanta e Sessanta. Scene che, soprattutto negli Stati Uniti del primo presidente afroamericano, sembravano essere state definitivamente archiviate. Ma purtroppo non è ancora cosi.A sostenere a livello politico le istanze della comunità nera c'è il reverendo Al Sharpton, storico leader per i diritti civili ed ex candidato democratico alla nomination per la presidenza. "Dobbiamo fare i conti - ha detto Sharpton da New York - con la reazione troppo aggressiva della polizia di fronte a crimini ordinari. Per questo il governo deve agire e partendo da questo caso stabilire delle linee guida federali".Al momento a Ferguson la situazione resta drammatica e non si vede ancora una possibile soluzione. Ma se vogliono evitare un salto indietro di oltre 40 anni gli Stati Uniti devono probabilmente cercare nuove strade per risolvere la rinascente questione razziale.