Roma, (askanews) - Per il tartufo di Acqualagna, uno dei maggiori centri d'Italia per il commercio del prezioso fungo a forma di tubero, si fanno fatture false.La Guardia di finanza di Urbino ha confiscato circa 1,8 milioni di euro sui beni di 4 rappresentanti di tre aziende locali, che hanno finto di acquistare il tartufo da due società, una con sede a Roma e l'altra a Giugliano in Campania (Napoli), mentre in verità lo prendevano da cavatori privati.Secondo le Fiamme Gialle, le società pesaresi tra il 2010 e il 2013 hanno annotato nelle scritture contabili fatture per operazioni inesistenti per oltre 10,5 milioni di euro, evadendo l'iva per circa 1,8 milioni di euro. Da qui la cifra di 1,8 milioni di euro confiscata per il reato commesso.