Roma, (TMNews) - Il vice-ministro agli Affari esteri Lapo Pistelli è intervenuto agli Stati Generali della Comunicazione Politica (su Twitter: #SGCP) alla Luiss di Roma per parlare di e-diplomacy, ovvero come l'uso della rete e delle nuove tecnologie di comunicazione possa raggiungere vecchi e nuovi obiettivi diplomatici. Come deve agire il diplomatico 2.0? "Deve essere veloce, interconnesso, flessibile, capace di rovesciare un principio di gerarchia che invece in genere connota la cultura diplomatica - ha spiegato Pistelli - deve essere capace di mettersi in gioco, rischiando pure che le proprie posizioni in genere legate all'ufficialità possano essere smentite in un ambiente anarchico come la rete". Una battuta che gira nell'ambiente dice che il diplomatico ci pensa due volte prima di non dire niente. Ora è il momento di cambiare. Secondo Pistelli: "Per secoli la diplomazia, si è mossa nell'ambito delle coordinate del campo di gioco che c'era, il campo di gioco è cambiato, quindi anche la diplomazia deve ambientarsi in questa nuova dimensione. Potrebbe essere utile per legittimare molte delle battaglie che l'Italia ha compiuto, pena di morte, mutilazioni genitali femminili, messa al bando di categorie di armi come le cluster bombs". Obiettivo dell'evento organizzato dal magazine Spinning Politics è che la comunicazione politica, in Italia possa riconnettere le istituzioni con i cittadini. "Potrebbe essere utile anche per coinvolgere molto più profondamente una community di persone che ha voglia di occuparsi di relazioni internazionali, che ha una propria idea delle relazioni internazionali, ma che se cerca sui media tradizionali non trova niente".