Rho (askanews) - La vita di Expo 2015 non finisce con il 31 ottobre. È quanto accadrà a parte dei padiglioni allestiti sul sito di Rho-Pero, che saranno smontati e trasportati altrove. Sul sito restano alcune strutture-simbolo dell'Esposizione di Milano come Palazzo Italia, tra i più visitati, a rappresentare il nostro Paese. Restano anche l'Albero della Vita, molto amato e il più fotografato dai visitatori, e l'Open Air Theatre, l'arena che ha ospitato i grandi eventi, dall'inaugurazione al Cirque du Soleil. Cascina Triulza, unica struttura che esisteva prima di Expo, è il padiglione della società civile: resta aperta come hub per l'innovazione sociale. Tra quelli a firma italiana rimane sul sito anche Padiglione Zero.Diversi i padiglioni che troveranno una nuova collocazione, in toto o in parte. Il Brasile punta sull'asta: i suoi componenti, dagli arredi di design alle attrezzature multimediali, vengono smontati e venduti online al miglior offerente, compresa la rete, diventata uno dei simboli di Expo.Le quattro torri-deposito del padiglione svizzero, riempite per Expo di materie prime locali per sollecitare la riflessione sullo spreco, vengono riutilizzate come serre urbane nella Confederazione. Lo spazio del Barhain, che ricorda un frutteto, in patria diventa un giardino botanico con tutte le specie più rappresentative del patrimonio agrario del Paese. Gli alberi del padiglione austriaco, 12mila piante, vengono ri piantati: 54 pini e larici sono destinati a un bosco vicino a Bolzano.Il padiglione dell'Azerbaijan rinasce nella capitale Baku, dove ospiterà un centro dedicato alla biodiversità. Torna a casa anche quello degli Emirati Arabi, tra i più visitati: le famose dune firmate da Norman Foster vanno a Masdar City, la prima città del mondo a emissioni zero. Stessa sorte per l'Ungheria, dove l'edificio diventa parte integrante del Centro della Tutela Creativa del Patrimonio e dello Sviluppo dei Valori. L'alveare della Gran Bretagna, ispirato proprio alla vita delle api, sarà una scultura in patria. Il padiglione del Cile viene smontato e riassemblato. Il padiglione del Principato di Monaco trasloca in Burkina Faso come sede operativa della Croce Rossa locale.Nuova vita anche per spazi non nazionali. Coca Cola dona il suo al Comune di Milano per farne un campo da basket, le strutture Kinder + sport di Ferrero si trasformano in aule scolastiche per bambini rifugiati al confine tra Camerun e Repubblica Centrafricana e in un'infermeria pediatrica in Sudafrica. I moduli di Slow Food sono destinate a scuole, orti e comunità sia in Italia che all'estero. Le parti del villaggio Save The Children a una scuola per rifugiati siriani in Libano.Anche tutte le piante e il verde installato in occasione di Expo 2015 Milano, rimangono sul sito dopo la chiusura: viene in mente tra le altre cose l'orto verticale del padiglione di Israele.