Milano, 14 ott. (TMNews) - Expo 2015 ancora nella bufera. Arresti domiciliari per Antonio Acerbo, l'ex sub-commissario di Expo, finito sotto indagine per corruzione e turbativa d'asta. Insieme al provvedimento per Acerbo, è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare per altre due persone. Stando a quanto si è appreso in ambienti giudiziari milanesi Acerbo non chiedeva soldi per se stesso, ma pretendeva contratti di consulenza per le varie società del figlio.Gli inquirenti contestano all'ex sub-commissario di Expo 2015 alcune irregolarità nell'appalto delle Via d'Acqua (gara vinta da un'associazione temporanea di imprese di cui fanno parte la Maltauro spa e la Tagliabue spa), soprattutto per quanto riguarda un contratto di consulenza, del valore di circa 30mila euro, che Acerbo avrebbe fatto ottenere al figlio.Insieme a lui, sono stati disposti gli arresti domiciliari anche per il manager Andrea Castellotti, dirigente della Tagliabue, e per l'imprenditore Domenico Maltauro, cugino di Enrico, una delle 7 persone finite in carcere lo scorso 8 maggio nell'ambito dell'inchiesta sulla "cupola degli appaltì" per cui i pm hanno chiesto il processo con rito immediato.