Milano (TMNews) - Awaday, Etiopia centro-orientale. Considerata un centro nevralgico per il commercio del khat, pianta psicotropa vietata da molti Paesi, vive gli effetti di una crisi legata alla sua proibizione progressiva.Il khat è una sostanza anfetaminica, euforizzante e in grado di reprimere gli stimoli della fame e della fatica, oltre ad avere un effetto analgesico. La Catha edulis è una pianta originaria delle regioni orientali dell'Africa. Nel 1980 l'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il khat tra le droghe. Ma le foglie di khat rappresentano un'economia da diversi milioni di euro per tutti i paesi del Corno d'Africa e lo Yemen. E Awaday vive i segni di una crisi evidente."Tutti sono in difficoltà spiega Mustafa Yuye, esportatore di khat, da quelli che lo colgono sui campi, a chi lo porta al mercato sino a quelli che lo esportano".Il khat, grazie a un alcaloide dall'azione stimolante, serve anche a produrre effetti per lo più ignorati."Quando mastichi il khat, spiega un ragazzo, leggi di più e ti concentri di più su quello che leggi. Ecco perché lo uso".Ma esistono ripercussioni assai più negative. Dato che coltivare khat risulta più redditizio di altre coltivazioni, soprattutto cereali da alimentazione o da foraggio, che vengono drammaticamente penalizzati con gravi ripercussioni a livello economico e sociale."Prima coltivavo del caffè, spiega una donna, ma il terreno era troppo secco a causa della mancanza d'acqua. Allora ho smesso e ho cominciato a coltivare il khat".(Immagini Afp)