Roma, (askanews) - E' atterrato a Roma l'aereo con a bordo Mered Yehdego Medhane, 35enne eritreo considerato uno tra i principali boss delle organizzazioni dedite al traffico di migranti. E' stato estradato in Italia dal Sudan, dove si nascondeva prima dell'arresto. Ad aprile dello scorso anno la Procura di Palermo aveva emesso 24 provvedimenti di fermo nei confronti di cittadini stranieri tra cui Mered, ritenuti responsabili tra le altre cose, di associazione per delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio malavitoso. Lui, rimasto latitante, era stato poi raggiunto da un mandato d'arresto internazionale.

Le indagini avevano messo in luce il suo ruolo di spicco nel traffico di esseri umani. Secondo i magistrati avrebbe gestito i viaggi via mare di migliaia di migranti verso le coste siciliane, ininterrottamente dal 2012 alla sua cattura. Si sarebbe coordinato con i trafficanti responsabili della "rotta terrestre" africana e avrebbe intrattenuto contatti diretti con i complici in Europa, traendo enormi profitti dalla sua attività criminale.

La prova della transnazionalità dell'organizzazione è stata confermata dalle intercettazioni telefoniche, rilevate tra la Libia, il Sudan, l'Etiopia, l'Eritrea e gli Emirati Arabi. La sua cattura è stata resa possibile grazie a una intensa opera di cooperazione internazionale, coordinata dalla Procura di Palermo. Dopo la decisione sull'estradizione, Mered è stato trasferito in Italia, dove è in stato di arresto, in attesa del processo. Per lui è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio.