Roma, (askanews) - Trentasei ore dopo lo spaventoso boato, ci sono ancora focolai attivi e dense colonne di fumo nero che continuano ad innalzarsi dalle macerie dei depositi di sostanze chimiche che hanno scatenato l'inferno nella zona portuale di Tianjin, nell'Est della Cina. Oltre 200 esperti militari di armi chimiche e nucleari e più di 1.200 pompieri sono al lavoro dopo le due gigantesche esplosioni di mercoledì 12 agosto, di cui si ignorano ancora le cause.Queste le immagini aeree sulla zona colpita dalle fiamme. Il bilancio delle vittime è di almeno 50 morti e 700 feriti. Circa 3.500 residenti, evacuati dalle loro case, hanno trascorso una seconda notte in alloggi di fortuna. E c'è anche una buona notizia: a quasi due giorni dall'esplosione è stato estratto vivo un giovane pompiere di 19 anni, rimasto intrappolato tra le macerie.Immagini: Afp