New York (TMNews) - Un esercito in profonda crisi, a corto di armamenti e uomini, colpito da un'emorragia di diserzioni. E' il quadro che emerge dal primo resoconto dei consiglieri militari inviati dagli Stati Uniti in Iraq. Secondo quanto riporta il Washington Post, in queste condizioni il governo di Baghdad non ha la forza necessaria per sferrare un contrattacco contro i ribelli jihadisti dell'Isil e recuperare le regioni cadute nelle mani degli islamisti.I numeri sono impressionanti: oltre ai 10.000 disertori, l'esercito è sull'orlo di un "collasso psicologico", dicono i consiglieri militari di Obama. La disperazione ha raggiunto un livello tale che il primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki, sta reclutando volontari per rimpolpare l'esercito regolare allo sbando. I civili vengono poi mandati sul campo di battaglia dopo appena una settimana di formazione sommaria.Dall'altra parte della barricata, i combattenti dell'Isil continuano a rafforzarsi. E la maggior parte del loro equipaggiamento, paradossalmente, arriva proprio dagli Stati Uniti: anche se il Pentagono ha fatto sapere di non poter dire con esattezza quanti e quali armi siano cadute nelle mani dei ribelli sunniti.