Milano, (TMNews) - Un protagonista della politica italiana, mai troppo esposto in prima linea. Come lo zio Gianni, anche Enrico Letta ha sviluppato doti di mediatore preferendo lavorare nelle retrovie dei partiti per tessere le trame. Nato nel 1966 a Pisa, dove ha frequentato Scienze Politiche alla scuola Superiore Sant'Anna, a venticinque anni è già una promessa dell'universo democristiano, come presidente dei giovani Dc europei. Passa dal Partito Popolare alla Margherita, prima di entrare nell'Ulivo insieme a Romano Prodi, di cui sarà un fedele sostenitore nella futura galassia delle correnti del Partito Democratico.Per molti è stato fin da subito una promessa della politica italiana, nonostante sembrasse condannato al ruolo dell'eterno secondo. In realtà Letta può vantare tanti record in carriera: è stato il più giovane ministro della Repubblica ai tempi del governo D'Alema del 1998, quando fu nominato al dicastero per le Politiche Comunitarie. Poi è ministro dell'Industria e successivamente sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei governi Prodi. Dopo aver ceduto il posto a palazzo Chigi allo zio Gianni Letta, sottosegretario del premier Berlusconi, si dedica alla costruzione del Partito Democratico. Alle primarie per la scelta del segretario del nuovo partito è terzo dietro a Rosy Bindi e Walter Veltroni. Ministro "ombra" al ministero del Welfare durante il governo Berlusconi, Letta scala poi i vertici del partito, dove siede sulla poltrona di vice-segretario nell'era Bersani fino alla debacle del Pd nell'elezione del dodicesimo presidente della Repubblica, una sconfitta che l'ha trascinato nell'azzeramento dell'intera segretaria del partito.