Tunisi askanews) - Scrutare l'orizzonte con i binocoli, alla ricerca dei migranti alla deriva nei quadranti meridionali del Mediterraneo. Anche la Guardia costiera tunisina si mobilità per soccorrere i disperati disposti al grande salto per raggiungere l'Europa. Ma con pochi mezzi a disposizione e un'ondata crescente di profughi, favorita dal miglioramento stagionale delle condizioni del mare, fatica a tenere il passo della situazione. E deve fare affidamento sulle barche dei pescatori locali per fare fronte all'emergenza."È normale che spesso siano i pescatori a intercettare i migranti - spiega un tenente della Guardia costiera tunisina - perché nelle acque internazionali i pescherecci sono centinaia, molti più di noi. Tuttavia cerchiamo di essere sempre presenti, intervenendo quando necessario".Con la Libia ai confini, una delle basi di partenze preferite dei profughi, ormai in pieno caos, il numero dei migranti africani e maghrebini che si lanciano nelle acque tunisine si allarga ogni giorno. Solo ad aprile ne sono stati soccorsi 366. e i campi profughi sono al collasso.Secondo i dati della Ue, nel 2014 oltre 220mila migranti sono sbarcati sulle coste europee e nonostante le centinaia di morti molti altri si apprestano a tentare l'avventura della traversata, con il miraggio di una vita migliore oltre le colonne d'Ercole del Mediterraneo. La Guardia costiera tunisina non dormirà sonni tranquilli.(Immagini Afp)