Genova (TMNews) - Percentuali di sostanze inquinanti fino a 50 volte superiori ai limiti di legge. E' una vera e propria emergenza ambientale, che con il passare del tempo rischia di diventare anche sanitaria, quella che da quasi tre mesi interessa i rivi e i torrenti dell'Alta Val Chiaravagna, nel quartiere genovese di Sestri Ponente."E' una situazione catastrofica. Abbiamo solo l'imbarazzo della scelta, dalle discariche, una delle più grosse d'Europa, a tutto il resto": Moira De Caro, portavoce del comitato Alta Val Chiaravagna, spiega come dal mese di gennaio dalle vasche della vicina discarica di Scarpino per la raccolta del percolato tracimino liquami tossici e maleodoranti che finiscono nel rio Cassinelle e nel torrente Chiaravagna. "Ci sono cani che vomitano, persone che vanno al pronto soccorso e che accusano diversi malesseri. - racconta De Caro - Vedremo con gli anni poi cosa succede. La Asl dice che non ci sono problemi, ma qui sul posto non viene nessuno e non ci vivono loro". Sul caso la Procura di Genova ha aperto un'inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati tre dirigenti ed un tecnico di Amiu, la municipalizzata che si occupa dei rifiuti a Genova. Per risolvere l'emergenza sono stati approntati diversi interventi che si sono però finora rivelati insufficienti.