Mosca (TMNews) - La necessità aguzza l'ingegno e l'embargo allarga le fonti di approvvigionamento. I mercati russi sono vuoti dopo la crisi ucraina, le sanzioni di Stati Uniti ed Europa nei confronti di Mosca e le ritorsioni del Cremlino contro l'import occidentale.Da allora il carrello della spesa dei russi è molto cambiato. Le ghiottonerie occidentali sono state sostituite da prodotti autarchici, meno saporiti ma più dignitosi per quanti ritengono di aiutare anche così il Paese. Il riflesso era atteso. La Russia vuole dimostrare di essere autosufficiente in tutto e, comunque, di non avere bisogno dell'Europa."La Marée", un'azienda leader nell'importazione di prodotti ittici, è riuscita a limitare i danni rimpiazzando i fornitori occidentali con produttori interni, sud-americani o asiatici. Le ostriche della Bretagna sono state rimpiazzate da quelle di Vladivostok, del Marocco e della Tunisia. Stessa soluzione per le sardine che non parlano più il patois ma i dialetti del Mediterraneo maghrebino.I prezzi sono saliti a causa del cambio della catena logistica. Ma anche in caso di revoca della sanzioni e dell'embargo, il nuovo scenario produrrà effetti positivi, come spiega Azamat Yussupov, direttore esecutivo di La Marée."Alla fine, sul mercato torneranno i nostri tradizionali fornitori europei. Tuttavia, in un anno, una parte delle quote sarà stata acquisita da altri produttori. Ci sarà allora una salutare concorrenza sui prezzi".Putin sorride. E forse anche Obama. Musi lunghi invece in Europa.(Immagini Afp)