Roma (Tmnews) - Le elezioni tedesche si avvicinano, e la cancelliera Angela Merkel, in lizza per un terzo mandato, è data come vincente. Il problema non è certo il suo partito, l'Unione cristiano democratica, dato con la Csu al 41% dei consensi virtuali, ma il partner con cui allearsi dopo il voto del 22 settembre, con l'attuale alleato liberale, la Fdp, stimato al 5% delle preferenze, e con il rischio di dispersione dei voti rappresentato da Alternative fuer Deutschland, nuova formazione guidata dal carismatico leader anti-euro Bernd Lucke. "Il problema non è la vittoria della Merkel, ma la coalizione che deve fare perché è improbabile, anzi impossibile, che abbia maggioranza assoluta diciamo". Per il politologo e germanista di Torino, Gian Enrico Rusconi, ospite di un incontro sull'argomento al centro italo-tedesco Villa Vigoni, Merkel è un politico nato, ciò tuttavia non basta. "Meno male che la Merkel c'è, è una battuta che ho fatto sorprendendo il pubblico perché il pubblico italiano fraintende la posizione della Merkel, non ha capito che i veri nemici della Merkel stanno sulla destra, questa Alternative fuer Deutschland, che non ci capisce bene cosa sono, non sono neonazisti, sono delle persone per bene, sono dei liberali". Alternative fuer Deutschland è dato attualmente al 3% nei sondaggi. Secondo il presidente della Europeische Akademie di Berlino, Eckart D. Stratenschulte, il partito anti-euro potrebbe fare da ago della bilancia: "Non credo che Alternativa per la Germania entri in Parlamento, anche se c'è ancora tempo. Ciò che potrebbe succedere è che Alternativa per la Germania porti via quel 2/3% di consensi che servono alla Cdu per formare il governo con la Fdp". Si va pertanto verso una seconda Grande Coalizione guidata da Angela? "Difficile dirlo, nessun partito, nè la Cdu, nè la Spd, vuole una Grosse Koalition. Se entrambe le parti non riescono a ottenere una maggioranza, sarà necessaria un'altra coalizione, probabilmente una Grande Coalizione".