Milano, (askanews) - I dati definitivi delle elezioni britanniche disegnano scenari una volta tanto molto precisi . Evidente il trionfo del premier uscente David Cameron, che raggiunge la maggioranza assoluta, e riassorbe la pericolosa diaspora dell'Ukip, il partito xenofobo ed euroscettico promesso a un grande avvenire ma il cui leader riconosciuto Nigel Farage non è nemmeno riuscito a essere eletto nella sua circoscrizione. Battuto dal candidato conservatore, si è dimesso dalla guida del partito.L'apoteosi dei Tories forse viaggia sulle ali di una ripresa economica europea che, seppur fragile, rimane il miraggio di tutta l'opinione pubblica, britannica e non solo. uno dei primi problemi da affrontare sarà il referendum sull'unione europea che Cameron ha promesso ai suoi elettori.Più solida, perché radicata su un territorio e di una cultura identitaria, appare l'affermazione del partito nazionale scozzese. La leader Nicola Sturgeon, ha promesso di portare a Westminster la lotta contro le politiche di austerità e nel frattempo mette in cassaforte 56 dei 59 seggi a disposizione in Scozia.L'altro dato è il crollo clamoroso del partito laburista che non ha saputo interpretare la congiuntura psico-economica del momento. E a cui non resta che il triste e scontato rito sacrificale delle dimissioni del leader Miliband. Meno sorprendente il tonfo dei liberal-democratici; non stupisce che un'alleanza con i conservatori abbia portato poco frutto elettorale a un partito di sinistra. Inevitabili anche per Nick Clegg le dimissioni dalla guida dei Lib-dem.Ma un altro imbarazzante cadavere ingombra la scena della politica britannica e non solo di quella, cioè l'ormai conclamata inaffidabilità dei sondaggi e dei sondaggisti che parlavano di un testa a testa. Ora a Cameron tocca la parte più difficile. Dimostrare di essere all'altezza del plebiscito. Compito non agevole, alla luce della perdurante instabilità economica e della volontà da un lato di offrire l'uscita dall'Ue; dall'altro di tenere unito il paese di fronte al clamoroso successo scozzese che minaccia di diventare un problematico modello per tutte le istanze autonomiste.