Roma, (askanews) - Il massacro di elefanti in Africa è fuori controllo e il rischio è che si arrivi presto all'estinzione di questi animali, le cui zanne alimentano il commercio di avorio in Cina. Un commercio che negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale. Gioielli, ornamenti e altri oggetti in avorio vengono venduti sempre di più nei negozi, ma soprattutto sta aumentando il commercio illegale.Secondo il rapporto delle due associazioni Save the Elephants e The Aspinall Foundation, "China Faces a Conservation Challenge", presentato a Nairobi, tra il 2010 e il 2012 sono stati uccisi oltre 100mila elefanti e la crescente domanda d'avorio ha fatto triplicare in quattro anni il massacro e il numero di bracconieri.In Cina, secondo gli ambientalisti, ci sono i più grandi centri di lavorazione dell'avorio, ma pochi sono i negozi "legali". Solo 37 aziende hanno il permesso di lavorare l'avorio e lo scorso anno solo 145 negozi hanno avuto la licenza per vendere, un numero cresciuto moltissimo in poco tempo. Ma il rapporto sottolinea che quasi un quarto dell'avorio venduto a Pechino e Shanghai viene dal commercio illegale.Il problema riguarda poi il prezzo, che continua a crescere, rendendo la merce sempre più ricercata e appetibile: dai 550 euro al chilo del 2010 si è passati ai 1,540 euro del 2014. Un vero e proprio business che non si riesce a fermare e che minaccia l'Africa e i suoi elefanti.Esmond Martin, co-autore del rapporto: "Aumenta l'avorio, sale il prezzo, gli elefanti uccisi negli ultimi cinque anni è aumentato, e l'industria cinese dell'avorio si espande. E' un grande problema: le cose non migliorano perché il prezzo dell'avorio è davvero troppo alto".