Il Cairo (TMNews) - All'ombra delle piramidi di Giza i venditori di souvenir attendono nervosamente il pugno di irriducibili turisti che ancora si avventurano nei paraggi di quello che una volta era un centro brulicante di attività e di scambi.In Egitto la rivoluzione del 2011 ha rovesciato Mubarak ma è finita in un drammatico cortocircuito trasformando la "primavera araba" in un colpo di Stato militare che a giugno ha rovesciato il governo dei Fratelli musulmani, eletto trionfalmente pochi mesi prima. Le tensioni politiche hanno finito per assestare un colpo devastante all'industria del turismo, una volta la principale risorsa del Paese."Speriamo che l'Onnipotente riporti i giorni felici perché qui tutti viviamo di turismo", spiega Gameel Hassan che da vent'anni manda avanti un negozio che offre stampe su papiro.L'anno precedente la cacciata di Mubarak, in Egitto arrivarono 15 milioni di visitatori. Cifre che hanno subito un vero tracollo. Anche perché i warning delle ambasciate occidentali non sembrano incoraggiare la destinazione. Il ministro del turismo Hisham Zaazou ha tra le mani un problema difficile."A breve ci stiamo concentrando sulle località del Mar Rosso e del Sinai meridionale, lontani da centri più coinvolti dalle proteste e che godono di un certo grado di sicurezza".Ma oggi nel bazaar del Cairo, il Khan Al-Khalil, uno dei più famosi del mondo, si vedono solo egiziani.(Immagini Afp)