Il Cairo, (TMNews) - Un denso fumo grigio avvolge la chiesa copta di Mar Girgis. Sohag, antica diocesi cristiana 350 chilometri a Sud del Cairo, è tra le città prese di mira dagli attacchi alle comunità cristiane d'Egitto. Nel giorno dello sgombero militare dei manifestanti pro Morsi sono state attaccate 22 chiese cristiane, la maggior parte copte e 7 cattoliche, date alle fiamme come decine di case e negozi. I cristiani puntano il dito contro i militanti pro-Morsi: è una "guerra di rappresaglia". Gli episodi più gravi si sono verificati a Miniya, lungo il Nilo, dove sono state incendiate almeno sei chiese, a Suez, Assiut, Alessandria d'Egitto e Il Cairo, nel quartiere Heliopolis. La minoranza cristiana in Egitto rappresenta circa il 10% della popolazione, soprattutto copti ortodossi, ed è accusata di complicità nel colpo di stato militare che ha rovesciato il presidente Morsi, come dice anche l'ultimo videomessaggio del leader di al Qaida al Zawahiri. Il leader dei copti cattolici Tawadros II ha ricevuto minacce di morte dopo essere apparso al fianco del capo delle forze armate al-Sissi nel giorno della destituzione di Morsi.Le organizzazioni non governative denunciano l'incitamento all'odio religioso dei leader della Fratellanza Musulmana, e una recrudescenza della violenza dal 30 giugno, data di inizio delle proteste pro Morsi. Tra gli episodi più gravi la morte di quattro copti nelle violenze scoppiate dopo l'uccisione di un musulmano nella regione di Luxor, tra il 4 e il 5 luglio. Nel Sinai il 6 luglio un prete è stato ucciso a colpi di pistola e un fedele decapitato l'11. Al Cairo il 6 agosto scorso una bambina di 10 anni è stata uccisa con un colpo di pistola.(immagini Afp)