Il Cairo, (TMNews) - Mohamed aveva 28 anni, era un grande viaggiatore, un attivista impegnato nella difesa dei diritti umani che credeva in un futuro diverso per l'Egitto dopo la caduta di Mubarak. In Gennaio, dopo l'ultima manifestazione di piazza contro il governo, non è più tornato a casa. E' stato ritrovato in coma e pieno di ferite in un letto d'ospedale, dove è morto poco dopo.Sua madre accusa la polizia di averlo picchiato fino ad ucciderlo e chiede giustizia. "Voglio vedere chi ha torturato mio figlio, voglio che subisca lo stesso trattamento davanti a me. Solo Dio sa chi è stato ma so che mio figlio è stato torturato dalla polizia".Sul certificato di morte mostrato dal padre, si parla di ferite alla testa, al collo, alla schiena. "Era come se l'avesse investito un treno - continua - il suo viso era gonfio, sul suo collo c'erano i segni di una corda. Ha pagato un prezzo alto per sognare che il suo Paese fosse il migliore al mondo". Sul caso è stata aperta un'inchiesta ma la polizia non ha confermato di averlo arrestato e le autorità sostengono che sia stato investito.Hussein Fekri delegato del governo per i diritti umani non vuole commentare prima che l'inchiesta faccia luce sull'accaduto ma fra tanti interrogativi resta la certezza di un malcontento sempre più diffuso nei confronti delle forze dell'ordine, accusate di essere brutali come ai tempi di Mubarak."Quando nel passato accadevano episodi come questo, noi li negavamo - risponde Fekri - Da quando è stato aperto il Dipartimento per i diritti umani proviamo ad ammettere i nostri errori e cerchiamo i responsabili".