Il Cairo (TMNews) - Questi cristiani copti di Minya, 250 chilometri a sud del Cairo nel cuore della valle del Nilo, sono ancora sotto choc. Anche la loro chiesa ormai è solo un guscio vuoto. Complessivamente, oltre 20 chiese della città sono state devastate dagli attacchi settari che si sono scatenati dopo la durissima repressione dell'esercito egiziano nei confronti dei Fratelli musulmani seguita al colpo di Stato che ha rovesciato il loro leader Mohammed Morsi.La polizia di Minya non ha potuto o voluto intervenire."Abbiamo chiesto al commissario di aiutarci, di sparare almeno in aria. Bastava la loro presenza, nulla di più, per costringere gli assalitori alla fuga. Lo abbiamo scongiurato ma ci ha risposto di non avere personale sufficiente e di non avere ricevuto istruzioni".I cristiani costituiscono il 10% della popolazione egiziana. Si sono schierati con i militari nel braccio di ferro che li oppone agli integralisti islamici e stanno camminando sopra una fune tesa sopra l'abisso mentre il paese si sta drammaticamente dividendo lungo linee di frattura settaria e ideologica.Ma c'è ancora chi spera nella riconciliazione, come il vescovo Boutros, patriarca copto-cattolico di Minya"Le chiese sono state attaccate ma non i cristiani. Grazie a Dio non c'è stato spargimento di sangue. Continueremo ad amare il nostro Paese insieme ai musulmani che sono nostri fratelli in Dio".(Immagini Afp)