Il Cairo (TMNews) - L'Egitto è sempre più diviso tra la sua anima laica, in questo caso sostenuta dalle forze armate, e quella islamista, che era uscita vincitrice dalle elezioni. La decisione dei militari di prolungare di altri 15 giorni la detenzione dell'ex presidente Mohammed Morsi, agli arresti in una località segreta, ha riportato per le strade del Cairo la folla dei sostenitori dei Fratelli musulmani, indignati e convinti di rappresentare la vera democrazia. Manifestazioni che si sono svolte sostanzialmente in modo pacifico, ma che non contribuiscono alla diminuzione della tensione dopo le minacce di sgombero dei presidi degli islamici da parte delle forze di polizia e che danno la misura di quanto sia profonda la frattura tra i due volti di un Paese che non riescono a trovare neppure un linguaggio comune per confrontarsi. Tutto ciò mentre anche gli Stati Uniti invitano le autorità egiziane a revocare tutte le "detenzioni politiche": Morsi non viene citato da Washington, ma il riferimento sembra scontato.