Il Cairo (TMNews) - I lunghi mesi di tensione hanno stremato l'Egitto e l'attuale drammatico stallo politico ha ulteriormente aggravato la situazione del Paese. Forse per questo i militari hanno nominato premier l'economista liberale Hazem al-Beblawi, già ministro delle Finanze nell'esecutivo nominato dopo la deposizione di Mubarak. Per il neo premier, oltre alla non trascurabile difficoltà di formare un nuovo governo, anche la sfida alla povertà che sta attanagliando sempre più egiziani."Millioni di persone - spiega un disoccupato - non hanno da mangiare e non hanno di che vivere. Non sanno come dare un'istruzione ai loro figli e come provvedere alle spese per la salute"."Non abbiamo un vero Stato - aggiunge l'uomo - è come se vivessimo in un villaggio dove chiunque pensa di poter comandare. Lo Stato è del tutto assente".Nel mirino della gente del Cairo anche il precedente governo di Mohamed Morsi. "Con il regime dei Fratelli musulmani - dice un altro uomo - i giovani non avevano alcuna speranza per la propria vita, e quindi non potevano che fare una rivoluzione".A sostenere il movimento islamista, comunque, restano in molti in questo Egitto diviso e nonostante le nuove nomine al governo, che prevedono anche El Baradei come vicepremier, i Fratelli Musulmani continuano a invocare la rivolta. E il clima resta incandescente.