Roma, (askanews) - Sessant'anni di carriera, scanditi da grandi successi come "Guarda come dondolo", "Abbronzatissima" e "I Watussi". Edoardo Vianello taglia l'importante traguardo e festeggia, il 21 settembre, con i suoi amici e colleghi, con un concerto sulla Terrazza Caffarelli in Campidoglio. E' tra gli artisti italiani ad aver venduto il maggior numero di dischi, quasi 60 milioni di copie. In questa intervista, ripercorre la sua brillante carriera:

"Rifarei le stesse cose, con gli stessi errori e con le stesse intuizioni per fortuna. Il bello di una carriera sono gli alti e i bassi, le conquiste, il perdere quello che hai conquistato e il riacquistarlo".

Ricorda i momenti di successo, ma anche quelli più bui: "L'inizio della carriera perchè c'era l'entusiasmo di entrare in un mondo che non avrei mai immaginato di frequentare e arrivando al successo abbastanza presto mi ha fatto quasi pensare che fosse quasi scontato e nella mia totale incoscienza non mi rendevo conto del grande risultato che stavo ottenendo. Me ne sono reso conto quando questo successo è un po' calato e quando ho capito che per riconquistare certe posizioni dovevi lavorare con certo impegno".

Tre le persone più care che Vianello, 78 anni il 24 giugno scorso, vuole ricordare: "Sicuramente il primo è Carlo Rossi, che ha scritto tutti i testi delle mie canzoni, ha avuto idee strabilianti, ha creato frasi slogan; la seconda persona è Ennio Morricone che è stato l'arrangiatore di tutte le mie canzoni; terza è mia moglie Frida, che sta con me da vent'anni, che ha allungato la mia carriera con il suo entusiasmo, il suo impegno e la sua partecipazione".

"I Watussi" tra i brani più famosi. Un successo che nemmeno Vianello si spiega: "In Italia questa canzone da più di 50 anni è nel cuore e nel repertorio degli italiani. Immaginare una canzone nata per gioco che sia stata invece tenuta in serbo da varie generazioni, credo sia miracoloso".

Dopo 60 anni la voglia di cantare è ancora viva. "Sogno di poter continuare a cantare le mie canzoni, di poter fare spettacoli in una platea vastissima che ancora non è stata creata".