Monrovia, (TMNews) - Sono stanchi e delusi, si sentono abbandonati. Vive così la popolazione di Dolo, una baraccopoli a 60 chilometri da Monrovia, capitale della Liberia, uno dei Paesi più colpiti dall'epidemia di Ebola. Dolo è isolata dal 20 agosto, vige la quarantena. E la sera c'è il coprifuoco. La gente in strada comincia a perdere la pazienza."Dicono che ci porteranno da mangiare, ma molti di noi non hanno ancora ricevuto niente", spiega esasperata una donna. A Dolo è tutto un viavai di aiuti umanitari, di militari e di personale sanitario. "Non ho ancora visto un caso di Ebola da quando siamo stati messi in quarantena", spiega un uomo. Come capita a tutti gli abitanti di Dolo, anche per lui i movimenti sono limitati. Cibo e medicine non hanno un accesso immediato."Ci vorrebbero più medicinali - dice un uomo - Qua se hai un po' di mal di testa ti portano subito in clinica per accertamenti, ma non c'è nessuno che ti dia un'aspirina".Parte della popolazione vede in queste misure straordinarie una esagerazione. Ma i numeri dicono che Ebola fino ad oggi in Liberia ha ucciso 694 persone.(Immagini Afp)