Trento (TMNews) - Daniza, l orsa di 19 anni che a ferragosto aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo, è morta durante il tentativo di catturarla: avrebbe dovuto essere trasferita in un'area chiusa.Sorte migliore per uno dei suoi due cuccioli che è stato catturato e poi prontamente liberato dopo averlo dotato di marca auricolare così da assicurarne il costante monitoraggio all'interno invece del territorio destinato al progetto Life Ursus.La vicenda di Daniza, ci invita a riflettere sulla necessità di trovare equilibrio nella convivenza tra uomo e ambiente: è l'uomo che ha invaso il territorio degli animali e non viceversa.Michele Dallapiccola, assessore agricoltura Provincia autonoma di Trento. "La convivenza tra uomo e orso in Trentino non è assolutamente in discussione indipendentemente dall'incidente di Daniza, e indipendentemente da altri orsi problematici che potrebbero arrivare. Il problema Daniza non mette assolutamente in discussione il progetto Life Ursus, e la sopravvivenza e l'espansione della specie orso. Tuttavia il nostro impegno sarà, anche di fronte a nuovi casi, di individuare il momento di equilibrio nella convivenza tra questa specie e l'uomo".L'aggressione da parte di Daniza è l'unico caso registrato di attacco orso-uomo in Italia negli ultimi 150 anni. Tuttavia è comunque un evento previsto dagli obiettivi del progetto Life Ursus come spiega Claudio Groff, del servizio foreste e fauna Provincia autonoma di Trento. "La sfida è cercare di far convivere l'orso e l'uomo. E questa coesistenza necessita di trovare forme di equilibrio, questo equilibrio va ricercato adattando in parte i nostri comportamenti. Ma ancora di più limitando in parte quelli del'orso. E si va dall'indennizzo dei danni all'interventio delle squadre di cattura nei casi estremi".La vicenda di Daniza, finita tristemente, è comunque un monito a diventare più consapevoli dei nostri comportamenti quali "consumatori" della montagna, come ci ricorda il direttore del Muse, Michele Lanzinger."Frequentiamo le nostre montagne perché ricerchiamo un contatto con la natura e per farlo assumiamo un certo atteggiamento. Andare per sentieri non è come andare per autostrade. Così come abbiamo attenzione nei confronti del sentiero dobbiamo avere attenzione per tutte le dimensioni che caratterizzano questo ambiente. Ecco che il rapporto con la fauna selvatica appartiene al fatto che conosciamo l'ambiente e comportarsi in maniera opportuna".