Roma, (askanews) - Nonostante un maggior afflusso di acqua nella condotta di Messina, dopo il ripristino del bypass tra l'acquedotto di Fiumefreddo e Alcantara, continua l'emergenza idrica in città. Nella parte alta soprattutto si registrano ancora forti disagi per la popolazione, costretta a lunghe code alle fontane e ai punti di raccolta.Per il ripristino della condotta che ha ceduto una ventina di giorni fa a causa di una frana a Calatabiano, in provincia di Catania, i tecnici della società che gestisce la rete idrica hanno proposto un progetto che prevede l'utilizzo di tre tubazioni flessibili per aggirare l'area del guasto. Come spiega il sindaco di Messina, Renato Accorinti:"Bisogna fare un bypass di 1.2 km per superare il fronte della frana. E' un lavoro molto impegnativo che richiede un certo tempo più lungo".E a chi punta il dito contro il Comune, replica:"E' chiaro che il Comune non può intervenire su altri territori. Un acquedotto di 70 km non è compito nostro. La spesa per poter monitorare un acquedotto di 70 km e le montagne che hanno un dissesto idrogeologico non può essere competenza nostra".La gente però è esasperata:"Da cittadino messinese mi vergogno di esserlo, siamo stati abbandonati da tutti, non ci aiutano, con 20, 30 autobotti che dobbiamo fare? Pure se ne mettono 50, ce ne vogliono 2000 per tutti noi. Qui a casa mia da 20 giorni non scende acqua dalla fontana".