Palermo (TMNews) - Due mesi dopo il naufragio che di fronte alle coste di Lampedusa è costato la vita a 366 immigrati, a Palermo nel corso di un incontro su medicina umanitaria e immigrazioni organizzato dall'Asp del capoluogo siciliano, il sindaco dell'isola Giusy Nicolini ha ricordato le vittime di quella tragedia, raccontando qual è l'immagine che le è rimasta più impressa. "Il mare pieno di morti, i bambini". Per il sindaco c'è un primo passo fondamentale per evitare che accadano di nuovo tragedie di questo genere. "Semplicemente cambiando le regole per il diritto di asilo. Non è pensabile che ancora in Europa il diritto d'asilo debba essere richiesto a nuoto, con prezzi così alti di vite umane".Dall'esperienza drammatica di quel 3 Ottobre è nata un'esigenza che potrebbe diventare realtà, spiega il commissario straordinario dell'Asp, Antonino Candela."Un centro permanente sanitario che possa offrire risposte adeguate di salute agli immigrati e in generale alla popolazione"Un tentativo di migliorare il modello sanitario dell'isola per gestire l'emergenza attraverso un percorso dedicato soprattutto ai minori non accompagnati e alle donne vittime d'abusi.