Dacca (askanews) - A due anni dalla tragedia, i parenti delle vittime del crollo del Rana Plaza in Bangladesh sono tornati sul luogo del disastro per protestare. Era il 24 aprile del 2013 quando il palazzo crollò provocando la morte di oltre 1.100 persone. Erano tutti operai di fabbriche di abbigliamento locali che lavoravano per grandi marchi europei e americani come Walmart, Mango, Benetton.L'Onu ha creato un fondo per risarcire i feriti, i superstiti e le famiglie delle vittime: il Rana Plaza Trust Fund finora ha risarcito circa 10 milioni di dollari, molti dei quali arrivano da donazioni delle aziende coinvolte.Ma molte famiglie non trovano pace perché a due anni di distanza non hanno ancora un corpo su cui piangere. 130 lavoratori risultano tuttora dispersi, altri 300 sono stati sepolti in fosse comuni, perché impossibili da identificare. Le famiglie, oltre al dolore di non vedersi restituita la salma del loro familiare, hanno difficoltà ad accedere agli indennizzi perché non sono in grado di dimostrare la loro perdita.(Immagini Afp)