Roma, (askanews) - E' iniziata due anni fa la "rivoluzione" di Papa Francesco. Due anni in cui piazza San Pietro è tornata a traboccare ad ogni Angelus e ad ogni udienza generale, in cui il pontefice si è riavvicinato alla gente anche con fuori programma, andando fisicamente in mezzo ai fedeli, facendosi toccare, scattandosi foto con loro e con un linguaggio semplice e immediato, attaccando la corruzione, anche nella Chiesa, e predicando la misericordia di Dio per tutti i peccatori pentiti. Ha radunato folle non solo a Roma. A gennaio a Manila, per la messa di Bergoglio c'erano 7 milioni di fedeli, cosa mai vista prima nella storia dei Papi.In due anni di lavoro diplomatico ha fatto tante cose: basti pensare alla svolta dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba. Sia Barack Obama che Raul Castro hanno detto che la sua mediazione è stata importante. Si è guadagnato copertine di tutto il mondo, da "Time" a "Rolling Stone". Lunga la fila di capi di Stato che sono venuti a Roma a incontrarlo, compresi Obama, Putin, Angela Merkel, Shimon Peres e Abu Mazen arrivati in Vaticano per pregare con lui per la pace tra israeliani e palestinesi.In Italia si è tenuto lontano dalla politica, ha preferito seguire i problemi che gli stavano a cuore, come dimostrano anche i suoi viaggi, tra i vari quello a Lampedusa per l immigrazione, a Cagliari per la disoccupazione, a Cassano allo Jonio per la criminalità organizzata. E l'attenzione ai detenuti, che tornerà ad incontrare con la messa al carcere di Rebibbia. Per suoi i primi viaggi ha scelto l Asia, ma già progetta di andare in Africa e tornare in America latina. A luglio, sarà negli Stati Uniti.Il suo pontificato ha visto però crescere anche una forte opposizione per la riforma delle strutture e per il suo stile disinvolto, con le aperture su gay, coppie di fatto e preti sposati. Chiamato dal Conclave di due anni fa a rilanciare il cattolicesimo, ha già smosso molti equilibri. Due, in particolare, i temi che hanno fatto aumentare il dissenso. Il tema della famiglia con il sinodo per affrontare con i vescovi di tutto il mondo, coinvolgendo anche i fedeli, questioni che spaziano dal matrimonio alla poligamia, dalla contraccezione all'omosessualità. E la riforma dell'organigramma della Curia romana, in particolare degli uffici economici e amministrativi, compreso lo Ior. La "rivoluzione" di Bergoglio crea tensioni e suscita resistenze. Ma tra la gente continua a essere amato proprio per questo suo modo di essere.