Dubai (askanews) - La fuga nel deserto dalla giungla futurista di cemento armato, vetro e acciaio di Dubai.La città-Stato si riflette nello skyline punteggiato di grattacieli e dominato dal Burj Khalifa, con i suoi 828 metri la torre più alta del mondo.In questa metropoli degli Emirati arabi uniti, Mohamed Iqsaan vive la sua settimana di lavoro come agente immobiliare. Ma quando vuole evadere sale a bordo del suo fuoristrada e insieme ad altri profughi dai ritmi assillanti di Dubai fugge nel deserto. Lontano dai grattacieli, dall'inquinamento, atmosferico, luminoso e sonoro, in cerca di un'avventura tra i silenzi, gli orizzonti e le atmosfere delle dune di sabbia.Prima di tutto, si sgonfiano i pneumatici per "galleggiare" meglio sulla sabbia. Poi il convoglio si getta nelle onde mobili del deserto, anche per sbloccare un veicolo insabbiato, emergenza inevitabile che fa parte del gioco. Un'avventura sempre affascinante, come spiega Islam Mantawy, banchiere e, ciò che più conta, fondatore del sito "Abu Dhabi Off-roader"."La maggior parte di quelli che vogliono fuggire nel deserto non si conoscono, è il sito a metterli in contatto, sottolinea Mantawi, perché condividono le stesse emozioni: i fuoristrada, il deserto e l'avventura".Quando cade la notte, è tempo di organizzare il campo. Per godersi la pace e lo splendido nitore del deserto."Il deserto possiede un fascino sempre diverso, ricorda Mohamed Iqsaan. Specie di sera quando tutto si trasforma. Senza più rumori, senza inquinamenti. Tutto alle spalle. L'orologio biologico si ricondiziona. Quando torno dalla mia avventura del fine settimana nel deserto mi sento completamente rigenerato".La "torre del diavolo" di Burj Khalifa può attendere.(Immagini Afp)