Jalalabad (TMNews) - Pregare sulla tomba dei suoi figli e dei suoi nipoti è diventato un rituale quotidiano per Mohammad Qasim, da quando in Ottobre un attacco aereo ha ucciso in una notte loro e altri giovani di Jalalabad, in Afghanistan. "I miei bambini hanno paura quando vedono un elicottero e corrono nelle loro stanze", racconta.Il dramma di Qasim è lo specchio della difficoltà di vivere in questa zona, stretta fra gli attacchi delle forze internazionali e la paura dei talebani locali. Qui, spiega un residente, Jahanzeb, appena cala il sole diventa evidente chi comanda davvero. "I talebani pattugliano per tutta la notte l'area, le autorità distrettuali non possono uscire dai loro uffici. Il governo locale lo è solo di nome, non c'è alcuna sicurezza. Invece ci sono molti talebani".La popolazione punta il dito contro l'Onu per gli attacchi con gli elicotteri o droni e contemporaneamente teme le rappresaglie dei talebani. La zona è tutt'altro che sicura. "La maggior parte delle volte noi non siamo in grado di gestire da soli la sicurezza - ammette il vicegovernatore Mohammad Hanif Gardiwal - Noi chiediamo aiuto alle forze straniere, soprattutto per il supporto aereo".Forze su cui il popolo afgano non potrà contare ancora a lungo, visto che nel giro di un anno tutta la gestione della sicurezza passerà al governo afgano.(Immagini Afp)