Un vasto programma di iniziative promozionali del vino e della cucina italiana scatterà in ottobre in Giappone: l'obiettivo è sensibilizzare sempre più il pubblico giapponese verso l'eccellenza del prodotto italiano, educandolo a conoscere e apprezzare il meglio della nostra tradizione e produzione. Come anteprima della Italian Restaurant Week che si terrà tra fine ottobre e l'inizio di novembre, si è tenuta all'Ambasciata d'Italia una serata speciale in cui l'organizzatore e principale sponsor della Italian Restaurant Week, il Diners Club, ha invitato alcuni clienti giapponesi a assaggiare i vini della cantina campana Feudi di Di San Gregorio - sotto la guida storico-culturale alla degustazione del prof. Attilio Scienza dell'Università di Milano – in accompagnamento a un menù elaborato da Luca Fantin, chef del ristorante Bulgari di Tokyo. "I Feudi di San Gregorio hanno da tempo sviluppato con l'Università di Milano un articolato progetto di ricerca. In questo momento stiamo studiando il Dna di questi antichi vitigni: sono come un museo a cielo aperto, uno strumento di analisi genetica di primissimo ordine – dice il prof. Scienza – L'azienda è riuscita a coniugare la grande tradizione di questi vini che risalgono fino all'epoca romana con un apprezzabile sforzo di innovazione". Per Scienza, il vino francese è diventato una commodity imitata da produttori di tutto il mondo: con la varietà inimitabile dei suoi vitigni, l'Italia può intercettare l'evoluzione del mercato internazionale conquistando sempre più spazi. Secondo Isao Miyajima, esperto di vini e traduttore in giapponese della Guida del Gambero Rosso, " i giapponesi hanno voglia di imparare: occorre educarli meglio alla realtà complessa ed estremamente variegata dei vini italiani".