La prima visita di un segretario di stato americano a Hiroshima - avvenuta in occasione del G7 dei ministri degli esteri - prepara quella che sarebbe una visita di ancora maggiore importanza storica e simbolica: quella del presidente Barack Obama, che potrebbe avvenire a fine maggio dopo il vertice G7 di Ise-Shima. Per la verità il capo della diplomazia statunitense John Kerry, nella conferenza stampa finale a Hiroshima, non si è sbilanciato. Ma ha osservato che l'intero G7 ministeriale ha invitato tutti i leader politici a venire a Hiroshima e ha affermato di sperare che il presidente - come del resto ha già lui stesso indicato - possa prima o poi visitare la città martire dell'atomica. Oltre a depositare una corona di fiori al cenotafio delle vittime, Kerry ha visitato (lasciando un messaggio) il Museo Memoriale della Pace, che illustra gli orrori provocati dalla bomba. Una esperienza, ha detto, che personalmente non dimenticherà mai. Non ha pero chiesto scusa a nome dell'America, anche per non provocare polemiche in patria che renderebbero più difficile la visita di Obama. In conferenza stampa Kerryha citato esplicitamente i suoi colloqui con il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni (avvenuti a Roma e in questa occasione, e di prossima replica) come fondamentali per supportare il più che mai necessario processo di stabilizzazione della Libia.