Genova, (askanews) - Papa Francesco, che chiede di aprire le porte delle chiese ed accogliere i profughi, vuole scuotere le coscienze. Lo afferma don Paolo Farinella, parroco della chiesa di San Torpete a Genova, pronto ad ospitare nella sua parrocchia rifugiati. "Mi sembra che il Papa voglia provocare le chiese, le parrocchie, i monasteri, a prendere coscienza di un fenomeno che non sarà né breve né contenuto.Don Paolo spiega come si sta organizzando la diocesi di Genova: "La diocesi ha preso questa iniziativa: nessun parroco agisca di propria iniziativa ma ci coordiniamo come chiesa locale. Ognuno metterà a disposizione quello che ha".E su quanto sta accadendo in Europa, don Paolo commenta: "Quello che ci ha fatto inorridere è vedere la polizia ungherese che timbrava le braccia di queste persone come facevano i nazisti con gli ebrei".Don Paolo ha infine commentato quanto avvenuto a Onzo, dove il parroco ha affermato che, piuttosto che ospitare un profugo, preferisce bruciare la canonica: "Fanno pena, perchè significa che devono fare un percorso nella lettura e nella comprensione del Vangelo. Significa che vivono di paure, pensano ci sia uno scontro di religione. Non possiamo avere paura dei musulmani".