Roma, (askanews) - E' parroco della Chiesa di Dio Padre Misericordioso, nella periferia est di Roma, dal 2010. Don Federico Corrubolo ha aderito con slancio all'appello di Papa Francesco di accogliere profughi nella propria Chiesa, aprendo le porte della sua canonica: "La mia parrocchia mette a disposizione due stanze con bagno che appartengono alla canonica". "Bisogna dare un segno forte alla chiesa e al mondo che noi ci schieriamo a favore degli ultimi".Ma anche i parrocchiani, dice don Federico, sono invitati ad aiutare: "Ho visto ampi segni di consenso perchè quest'estate la mia parrocchia ha collaborato a sostenere un gruppo di 400 profughi eritrei. Le persone sono sensibilizzate e l'esito del primo intervento mi ha fatto capire che c'è desiderio nel cuore della gente di fare qualcosa di buono". "Tra le cose che posso prevedere è quello di mendicare aiuto, io per primo, per questa gente che vivrà da me".Scelte che tuttavia dividono e che suscitano timori e paure. "Ce l'ho, le incognite sono molte. Accetto di entrare in una situazione che so essere a rischio ma è una scelta che si fa di fronte alla propria a coscienza".Una sensibilità, quella all'accoglienza, che Don Federico ha maturato quando era parroco di Santa Maria ai Monti, tristemente famosa per gli ebrei di Roma, dove avvenivano battesimi, più o meno liberi, degli ebrei. "Il mio predecessore, don Guido Ciuffa, aprì le porte senza esitare a 20 bambine ebree che nascose nel sottotetto della chiesa per farle scampare dai rastrellamenti nazisti. Io ho visto i disegni di quelle bambine e ho detto a me stesso che se un domani dovesse capitare una cosa del genere non devo esitare neppure io. Penso che questo momento sia arrivato anche per me".Senza entrare esplicitamente in politica, don Federico precisa che la scelta della Chiesa è quella dell'inclusione: "Credo che questa decisione di cui le conseguenze non mi sono ancora pienamente chiare, assuma anche un valore genuinamente politico. Noi non facciamo scelte di esclusione. Non vogliamo distaccarci dalla fede in Cristo e dal rispetto dell'umanità".