Roma, (askanews) - Spiaggia deserta, lettini liberi, nessuno in piscina. E' uno scenario atipico per Djerba, isola a Sud della Tunisia, considerando che siamo a fine maggio e qui la stagione estiva solitamente inizia molto presto. Sicuramente un segnale preoccupante per l'industria del turismo locale, fortemente danneggiata dopo l'attacco del 18 marzo scorso al Museo del Bardo di Tunisi. Si profila un'estate difficile e gli albergatori sono preoccupati. Adel Tarres, direttore di un hotel di Djerba:"Avevamo chiuso un accordo con un tour operator italiano per 170 camere. Ci aspettavamo una stagione perfetta, abbiamo assunto personale, fatto alcuni investimenti. Poi dopo l'attentato al Museo il contratto è stato cancellato".Il turismo in Tunisia è un settore importante che offre lavoro a molte persone. Anche i commercianti soffrono del calo: Samir, che vende sandali, racconta: "La stagione turistica non è iniziata bene, gli altri anni a marzo le cose cominciavano a muoversi, stavolta invece si fa ancora fatica a partire".Il settore del turismo in Tunisia genera il 70% del suo fatturato solo in estate. Dal 2011 a causa dell'instabilità politica molte strutture hanno chiuso e adesso si rischia il crollo. Anche per località come Djerba da sempre tra le mete preferite di italiani e europei per il bel mare, i costi accessibili e la vicinanza. Le autorità tunisine continuano a dire che il Paese è sicuro e hanno lanciato una campagna, soprattutto sui social network, per attirare i turisti e convincerli a visitare il Paese, ricordandogli quali sono le sue ricchezze, le bellezze storiche e il suo patrimonio culturale.Immagini: Afp