Roma (askanews) - "Dare i numeri - Le percezioni sbagliate sulla realtà sociale" è il nuovo libro del sondaggista Nando Pagnoncelli, che analizza le convinzioni distorte che molti italiani hanno su elementi fondamentli della realtà economica e sociale.

"Le percezioni sbagliate più preoccupanti - dice Pagnoncelli in questa intervista - sono quelle che riguardano i temi più delicati, come disoccupazione, migrazioni, invecchiamento della popolazione. Qualche esempio: in Italia la disoccupazione è al 12%, ma gli italiani pensano che i disoccupati siano il 48% della popolazione; le persone con oltre 65 anni sono il 21%, ma quando interpelliamo i cittadini, ci dicono che gli ultrasessantacinquenni sono il 49%; per non parlare dei flussi migratori: in Italia tra immigrati regolari e immigrati irregolari stimati dall'Ocse, siamo attorno all'8-9% della popolazione, ma gli italiani pensano che i residenti stranieri siano uno su 4, cioè il 25%.

Il problema non è tanto la sovrabbondanza di informazioni, quanto la scarsa capacità di decodifica delle informazioni, tenendo conto che il 57% della popolazione al massimo ha raggiunto la terza media nel nostro Paese. Quindi possiamo dire che c'è una sorta di analfabetismo numerico. Poi c'è un secondo aspetto: a domande di questo tipo si tende a rispondere enfatizzando la dimensione numerica, quasi a voler dare un messaggio di preoccupazione e di ansia e infatti è proprio su questi temi socialmente delicati che si notano i maggiori errori di percezione. E c'è anche un problema di "dieta mediatica", cioè di modalità con cui le persone si informano, che vede al centro la televisione e internet in un'accezione legata all'acquisizione delle informazioni di base, senza capacità di approfondimento.

E d'altra parte la stampa quotidiana e periodica, che consente l'approfondimento e il confronto, è in calo da molto tempo. Così arriviamo al paradosso: abbiamo più persone informate, ma meno persone consapevoli e capaci di discernimento. Con conseguenze politiche evidenti: nei Paesi come l'Italia dove c'è la maggiore distanza tra realtà e percezione osserviamo una crescita di consenso per partiti polpulisti che fanno leva sulle paure e tendono a proporre soluzioni miracolistiche".