Roma, (askanews) - E' arrivato all'alba a San Pietroburgo l'aereo con le salme di 144 passeggeri dell'aereo russo precipitato sabato nel Sinai. Il velivolo messo a disposizione dal ministero delle Emergenze russo è il primo a riportare in patria i resti di alcune delle 224 vittime del volo 9268 di un A321 di Metrojet, meglio conosciuta in Russia con il nome originario di Kogalymavia.L'incidente dell'aereo, 23 minuti dopo il decollo, partito da Sharm el Sheikh e diretto a San Pietroburgo, è la più grave sciagura aerea che ha colpito la Russia. Il Comitato di inchiesta, potente organo a cui competono le principali indagini in Russia, ha aperto un'inchiesta per mettere in luce le eventuali violazioni alla sicurezza del trasporto aereo, ha mandato investigatori sul luogo del disastro e perquisito i locali del vettore. Ha sequestrato documenti tecnici e interrogato oltre cento persone.Ancora da chiarire le cause del disastro. Per Viktor Sorochenko direttore del Comitato intergovernativo russo, che ha fatto un sopralluogo sul luogo dello schianto, l'aereo si sarebbe distrutto già in aria, i frammenti infatti sono sparsi in un'area molto vasta. Lo Stato islamico ha sostenuto di avere abbattuto l'aereo, ma la quota a cui stava volando farebbe escludere la possibilità che possa essere stato colpito da un missile. Resta l'ipotesi avaria, ma tutti esortano a grande cautela in attesa dell'esame delle scatole nere.