Rho (askanews) - Con i mattoncini Lego si possono costruire mondi immaginari in miniatura, ma anche condividere idee, suggestioni e progetti su temi molto concreti come il diritto universale al cibo. La tecnica è stata già sperimentata dall'università di Yale, mentre il tema è quello di Expo 2015 che ha messo alla prova una delegazione di lavoratori dei diversi padiglioni con il sostegno di Alce Nero e il supporto di organizzazioni internazionali come Action Aid, Amnesty International, Intersos e Azione contro la fame. Sofia Cavazzoni, ideatrice del progetto Explay."Si parla tanto di eredità dopo Expo, di solito sono documenti come la Carta di Milano. Noi invece abbiamo pensato di creare una comunità viva, fatta di persone, che contribuiscano alla costruzione del nostro manifesto".Tra chi ha risposto all'appello c'è Alice Berenguel, per sei mesi direttrice del progetto bambini al padiglione dell'Angola. "Io sono africana, loro sono europei, c'è una ragazza cinese e in fondo pensiamo le stesse cose. Sembra che abbiamo un collegamento, una telepatia, questo mi ha colpito e mi è piaciuto tantissimo. Può darsi che ci siano persone che non pensano le stesse cose, ma Expo cambierà il mondo sicuramente".Anche se ha una visione più pragmatica resta ottimista anche Alexander, che guida i visitatori nel padiglione dell'Estonia. "Il mio punto di vista è che l'Expo, nonostante possa essere interpretato sotto qualsiasi tema, dal cibo all'energia, vede comunque ogni Paese rappresentarsi come un posto che vale la pena visitare e dove vale la pena fare business. Questo aspetto non si può togliere mai".Di certo l'esposizione universale lascia una rete di persone da tutto il mondo motivate a cancellare la fame nel mondo. Forse non basterà a cambiare le cose in pochi anni, ma è un buon punto di partenza.