Milano (askanews) - Un aiuto a chi ha perso il lavoro durante la crisi, dai contributi per la riqualificazione e formazione professionale, alla ricerca attiva di un impiego: è quanto il Fondo famiglia lavoro della Diocesi di Milano ha offerto a 3.535 persone dal 2013 ad oggi, 40% italiani e 60% stranieri, per un importo di oltre 7 milioni di euro. È uno strumento per favorire l'integrazione e anche una risposta al terrorismo: monsignor Luca Bressan, vicario del cardinale Scola, richiama le parole di Papa Francesco sulla necessità di non blindarsi ma di aprire porte: "Il Fondo famiglia lavoro ha lo scopo di aiutare le persone che rischiano di sentirsi isolate perchè la perdita del lavoro causa isolamento ed estraniazione dalla società, al contrario l'idea è di integrarle dando loro futuro. Si può dire che il Fondo è uno strumento di umanizzazione che crea legame laddove il terrorismo funziona come un bisturi per tagliare e mettere gli uni contro gli altri".Il progetto, partito nel 2008, è arrivato alla terza fase per il 2016: il 40-50% degli assistiti sinora ha trovato lavoro, ma gli effetti della crisi non sono svaniti, come spiega Luciano Gualzetti, vice direttore Caritas Ambrosiana e segretario generale del Fondo: "L'idea è quella di avviare una terza fase che si focalizza ancora di più sulla necessità di cercare territorio per territorio quali sono i posti di lavoro disponibili e accompagnare queste persone a inserirsi nel mondo lavorativo".Per finanziare il Fondo il cardinale Scola ha messo a disposizione anche quest'anno 84 oggetti di pregio ricevuti in dono: una raccolta benefica promossa da Rotary club Meda e delle Brughiere che parte da una base di 70mila euro. Tra gli oggetti c'è un'icona di San'Ambrogio custode di Milano che tiene la città sul cuore. "Dimostra che solo l'amore può dare futuro, e effettivamente questo è il messaggio del fondo: solo un eccesso di amore può contenere l'eccesso di odio che ha prodotto molta morte e soprattutto molta paura".