Genova (askanews) - L'Italia violò l'articolo 3 della Convenzione sui diritti dell'uomo, che vieta la tortura, durante l'irruzione alla scuola Diaz di Genova nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 in occasione del G8 in corso nella città ligure. Lo hanno stabilito i giudici della Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo. Per Antonio Bruno, membro del comitato Verità e Giustizia per Genova, la sentenza descrive quello che tutti sapevano ma a 15 anni di distanza da quei fatti non c'è ancora una legge sulla tortura in Italia."Noi non vogliamo vedere la gente in carcere ma i responsabili di fatto -ha ricordato l'esponente del comitato Verità e Giustizia per Genova- non hanno avuto al momento nessun tipo di misura cautelativa, anzi molti sono stati anche promossi. Questo -ha concluso- dice molto su come la democrazia in Italia abbia avuto un decadimento".Il ricordo di quella notte. "Io ero a casa con qualche ammaccatura, sono stato svegliato e mi è stato detto: non venire perchè altrimenti ti massacrano chiama i giornalisti. Il primo che ho chiamato è uno di Famiglia Cristiana, tanto per capirci. E poi il terrore nei giorni successivi.La Corte Europea era stata investita del caso a seguito del ricorso di Arnaldo Cestaro, che al momento dell'irruzione alla Diaz, era stato colpito ripetutamente con calci e manganellate dagli agenti, e che ora dovrà essere risarcito con 45.000 euro per danni morali, oltre al risarcimento di 35.000 euro già deciso dalla magistratura italiana.