Rho (askanews) - Il cibo come punto di incontro e di confronto tra religioni. E' questa l'interpretazione dei frati francescani del Sacro Convento di Assisi che hanno portato a Expo 2015 rappresentanti del mondo islamico, ebraico e induista per parlare anche di lotta contro lo spreco alimentare. Padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Convento."Crediamo che le religioni possono dare un contributo decisivo sulle questioni del cibo. Ci stiamo accorgendo che non sprecare appartiene un po' a tutte le fedi religiose".Una evidenza confermata dal rabbino capo della Comunità Ebraica di Milano, Alfonso Arbib."Nella tradizione ebraica c'è un divieto assoluto a sprecare il cibo. Farlo significa trasgredire a una norma religiosa. Nella tradizione ebraica ogni momento sacro è in qualche modo accompagnato dal cibo, nel caso del digiuno dall'assenza di cibo".A ribadire il valore comune del cibo è anche il segretario generale del Centro Islamico Culturale d'Italia e Grande Moschea Redouane Abdellah."E' chiaro che la religione non è soltanto credo e fede, ma anche atteggiamento. Dunque, attraverso i suoi insegnamenti, può condizionare il modo di consumare il cibo e anche insegnare a condividerlo con gli altri"."Le religioni insieme stanno alzando un grido di aiuto nei confronti del Pianeta - ha sintetizzato la presidente dell'Unione Induisti Italiani, Hamsananda Giri -. C'e un'importante relazione tra tutto ciò che compone l'universo. Per questo dobbiamo aumentare la nostra sensibilità e la nostra testimonianza" ha aggiunto.